La lunga coda delle stampanti tridimensionali
Posted by Fede | Filed under Cultura, Industria, Innovazione

Quali innovazioni porterà lo sviluppo esponenziale delle tecnologie? Come cambierà la nostra vita in un futuro neanche troppo remoto? Come cambieranno i sistemi e i valori economici?
In questi giorni sto leggendo “La Coda Lunga” (”The Long Tail”), l’illuminante e profetico libro di Chris Anderson (il direttore della famosa rivista Wired).
Per chi non conoscesse la teoria della lunga coda la riassumo brevemente: secondo Anderson nel prossimo futuro (e anche in parte già nel presente) conteranno sempre meno i cosiddetti hit (ovvero i prodotti mainstream in qualsiasi campo dell’industria: musica, libri, cinema, ecc), mentre acquisterà sempre maggior valore la coda lunga, cioè l’insieme di quei prodotti fin’ora considerati secondari, quelli che non vendono molto, ma che sono presenti in enormi quantità (questi ultimi sono senza dubbio più numerosi degli hit).
Quest’idea è derivata dall’osservazione che grazie ad Internet i costi per il deposito e per la distribuzione dei prodotti stanno via via diminuendo. Ciò vale soprattutto per il commercio completamente elettronico, senza merce fisica che deve essere trasportata, ma che si limita ad uno scambio di bit tra acquirente e venditore (ad esempio la vendita di mp3, di ebook o di software online); questa rivoluzione è però anche valida (anche se in misura minore) anche per quelle attività che Anderson considera “ibride”: commercio elettronico ma merci fisiche (ad esempio Amazon).
Più il prodotto diventa immateriale, più i costi fissi si abbattono: ci sarà un’enorme disponibilità di prodotti diversi che andranno a popolare la lunga coda, la quale acquisirà un’importanza sempre maggiore.
In un contesto innovativo come quello appena descritto è interessante notare come questa rivoluzione potrebbe non interessare solamente le opere mediali, cioè quelle più immateriali per definizione.
I prossimi anni vedranno il lancio delle stampanti 3d sul mercato consumer. Si tratta di particolari dispositivi hardware che, tramite diversi sistemi, sono in grado di creare un modellino tridimensionale in plastica (vengono utilizzate particolari resine e siliconi) di un qualsiasi modello 3d. Fino ad ora sono utilizzate in campo industriale, e costano parecchi soldi (decine di migliaia di dollari). Ci sono però varie aziende che stanno sviluppando nuove stampanti da poche migliaia di dollari, adatte anche a piccoli uffici: andando avanti di questo passo non passeranno molti prima dell’uscita di questi piccoli gioielli sul mercato domestico (esiste addirittura il progetto di una stampante 3d open source ). Riuscite ad immaginate che impatto potrebbe avere una cosa del genere? Si creerà una lunga coda composta da oggetti di arredamento, da pezzi di ricambio, da giocattoli, da soprammobili: chiunque potrà diventare produttore di qualcosa (basterà modellare il proprio oggetto su un qualunque software 3d) che potrà essere venduto tramite internet (trasferendo il modello online) e stampato direttamente in casa dall’acquirente.
Internet diventerà il regno di tanti piccoli artigiani tecnologici, che con creatività e fantasia creeranno oggetti di qualsiasi tipo. Si tratterà di una vera e propria connessione tangibile tra mondo digitale e mondo fisico.
E le grandi industrie? I produttori di hit rimarranno a guardare? Anche per loro potrebbe esserci una rivoluzione: le stampanti 3d domestiche aprirebbero la strada alla definitiva personalizzazione di qualsiasi cosa. Basterà ordinare il pezzo desiderato (ad esempio la testa di una Barbie fatta ad immagine e somiglianza di vostra figlia per farle un regalo) e stamparlo in pochi minuti. I pezzi di ricambio saranno inoltre facilmente accessibili, non si dovrà più buttare via oggetti rotti perchè la casa produttrice ha smesso di supportarne l’assistenza.
Insomma, ho tutta l’impressione che gli anni a venire saranno portatori di grandi novità: cosa ne pensate? Avete altre previsioni da fare? Qualsiasi idea o spunto sono ben accetti ![]()
Maggio 19th, 2007 at 8:29 am
Fantastico. E da un lato inquietante. Non abbiamo piu’ bisogno di nessuno, solo di noi stessi. Siamo persino in grado di costruirci la casa dove vivere e arredarla. Abbiamo rapporti virtuali e sappiamo fare tutto. Qualcuno dovra’ ridefinire il concetto di solitudine.
Maggio 30th, 2007 at 2:01 pm
Mh, io ne ho viste in azione e insomma, l’utilita` c’e` ed e` indiscussa, ma non ci vedo molti utilizzi “personal”. Quelle in grado di produrre oggetti grossi sono (ovviamente) enormi pure loro. E i modellini che “sputano” spesso sono validi piu` come “master” (magari per ricavare dei calchi per produrre stampi) che non come oggetti finiti… mai confondere un modello di un’automobile con un’automobile
Giugno 6th, 2007 at 4:11 pm
ma il futuro remoto cos’è?
Gennaio 7th, 2008 at 8:38 pm
si ..l’analisi e’ giusta anche per me..ma mi chiedo una cosa..stante la flessione costante del potere d’acquisto delle famiglie italiane..e la non pari crescita degli stipendi e a fronte di spese in costante..ritocco per usare un pietoso eufemismo..quanti avranno in futuro l’esigenza di servirsi di una tecnologia innovativa e di largo consumo come promette di essere questa?…ovvero.. se non cresce il potere di acquisto alla tecnologia si tarpano le ali…!.. o si puo’ ribaltare il ragionamento e affermare che una nuova tecnologia ,calata nel presente piuttosto fosco possa contribuire a migliorare il bilancio delle famiglie e consentire seppure non da sola a innescare quel ciclo virtuoso che tutti si aspettano,stante il peso della nostra disastrata finanza pubblica e il gravare di costi enormi per le materie prime e l’energia che non aiutano certamente??? premetto che non sono un economista ma un semplice ex artigiano e tecnico elettrico..
Un ultima cosa ..queste stampanti si evolvono e possono stampare anche prodotti finiti ovvero non solo modelli solidi ?