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Ben Detto! » 2008 » Febbraio

Archive for Febbraio, 2008

Il nuovo Last.fm

Una delle cose che più mi hanno colpito ed entusiasmato nel mio periodo di assenza dal blog è sicuramente il rinnovamento di Last.fm, che da semplice “radio” online è diventata un sito per la distribuzione di musica.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, può trovare la notizia qui.

Le novità sono molte: sarà possibile ascoltare interi album in streaming gratuitamente per un numero preciso di volte, e saranno disponibili degli abbonamenti per avere accesso allo streaming senza limiti. I gruppi saranno pagati per ogni brano ascoltato, grazie alla pubblicità.

Si tratta di un’ulteriore rivoluzione nel businness della musica online: i piccoli gruppi saranno sicuramente favoriti dall’iniziativa (sarà molto facile per loro farsi scoprire dal pubblico, grazie ai filtri e agli struementi messi a disposizione da last.fm), ma anche le grandi major hanno già siglato dei patti con il sito.

Promette bene, anche se non sono tutte rose e fiori: il servizio non è ancora disponibile al di fuori degli USA! Un vero peccato…l’idea di avere a disposizione in streaming online migliaia e migliaia di album mi interessa parecchio: le potenzialità maggiori le intravedo soprattuto unendo un servizio del genere ai nuovi dispositivi mobili, che offrono connettività ovunque 24h su 24 (come l’iPhone).

Ufficio brevetti, un blog sui diritti digitali

Ho aperto un blog sui diritti digitali  a causa del corso di scrittura tecnica del Poli; lo potete trovare a questo indirizzo:

Ufficio Brevetti

Devo ancora decidere cosa farne una volta finita la consegna: potrei tenerlo oppure inserire tutti i suoi articoli in questo blog…non so, vedremo quando sarà il momento!

Nel frattempo lo aggiornerò con informazioni generali sui cosiddetti “diritti digitali” (DRM, copyright, copyleft, privacy, creative commons, ecc).

La privacy online

1984Uno dei diritti più importanti su Internet, ma anche nel mondo fisico, è il diritto alla privacy. Escludendo l’anomalia italiana (dove “qualcuno” criminalizza addirittura i magistrati che ordinano intercettazioni telefoniche finalizzate ad indagini ben precise), in tutto il mondo stiamo assistendo a un attacco su più fronti ai dati privati dei navigatori.

Ha fatto recentemente scalpore la dottrina Sarkozy, che ufficializzerebbe di fatto il monitoraggio delle attività degli utenti sulle reti Peer2Peer da parte delle major. Fortunatamente non si tratta di una legge, ma di un rapporto stilato da una commissione presieduta da Denis Oliviennes (amministratore delegato di FNAC) e voluta fortemente dal presidente francese.

In Germania invece si sta discutendo di una proposta di legge che vorrebbe legalizzare dei Trojan (cioè dei programmi che permetterebbero l’accesso ai dati personali degli utenti da parte di terzi) statali: inutile spiegare come tutto ciò lederebbe pesantemente il diritto alla privacy.

Sono d’accordo con Benjamin Franklin quando dice:

“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.”

Mentre può essere lecito un controllo da parte delle forze dell’ordine durante un’indagine su temi “pesanti” (ad esempio la pedofilia), l’analisi generalizzata delle attività dei singoli utenti su Internet costituisce sicuramente un ulteriore passo verso il 1984.

Fonte degli articoli: Punto Informatico

DRM: cos’è?

L’acronimo DRM sta per Digital Rights Management (gestione dei diritti digitali), ma in molti preferiscono dargli il significato di Digital Restrictions Management (gestione delle restrizioni digitali). Di cosa stiamo parlando? Si tratta di un insieme di tecnologie più o meno diffuse che hanno lo scopo di controllare l’accesso degli utenti ai contenuti multimediali (audio, video, ebooks o software) da essi regolarmente comprati.

Sono quindi misure per combattere la pirateria e per meglio controllare il mercato. Un esempio è il negozio di musica iTunes: vi sono dei limiti ben precisi sul numero di computer sui quali è possibile riprodurre i brani comprati, sul numero di volte che essi possono essere masterizzati e da quali lettori musicali possono essere riprodotti.

La conseguenza più diretta dell’introduzione di tecnologie DRM è la limitazione della libertà degli acquirenti, come questo chiarissimo video dimostra:

[youtube=http://youtube.com/watch?v=ryXDhXqR-SE]

Fortunatamente sempre di più le major della musica si stanno rendendo conto che l’utilizzo di queste tecnologie non paga: sono facilmente aggirabili (anche se è proibito dalla legge) e sono viste in modo negativo dall’utenza. Per questi motivi stanno aprendo nuovi negozi online che offrono musica non protetta; ad esempio Amazon ha lanciato una sezione dedicata alla vendita di mp3 senza DRM (per ora disponibile solo in America).

E’ però troppo presto per dichiarare morti i DRM: sono ancora ampiamente utilizzati nella distribuzione di video e di ebooks (questa volta anche da Amazon, con il suo lettore di libri digitali Kindle).

Per saperne di più: http://www.defectivebydesign.org

Manifesto programmatico

Diritti digitaliQuesto blog sarà il contenitore di approfondimenti, pensieri e riflessioni su alcuni dei temi più caldi e dibattuti di questi ultimi anni: quelli relativi ai diritti digitali. Con questa definizione intendo l’insieme delle questioni e dei dibattiti che riguardano la necessaria evoluzione del diritto in materia di comunicazione e industria culturale, di fronte alle sfide proposte dal nuovo paradigma dell’informazionalismo che caratterizza le società dei paesi economicamente più avazati.

Tratterò quindi argomenti quali il Digital Rights Management (DRM), copyright e copyleft, brevetti, open source e neutralità della rete.

L’obiettivo che mi pongo è fondamentalmente di tipo divulgativo: mentre in America sempre di più questi argomenti sono all’ordine del giorno nell’agenda politica (basta vedere alcuni temi trattati dalla campagna elettorale attualmente in corso), in Italia essi sono troppo spesso ignorati, complici una classe politica anziana e disinteressata, non in grado di coglierne l’importanza, e un panorama dell’informazione pubblica ancora largamente dominato dalla televisione.

Sono convinto che solo attraverso la discussione si possa portare avanti un discorso così complesso; per questo motivo invito chiunque legga i miei post a lasciare un commento con opinioni, critiche, puntualizzazioni, correzioni e, perché no, anche complimenti.

Si, sono ancora vivo

ApertoHo da poco finito il periodo che forse più mi harichiesto (come numero di ore impegnate) dal punto di vista universitario. Per fortuna il peggio è passato, e posso provare a ritornare a scrivere su questo mio blog, da troppo tempo abbandonato.

Presto dovrò inoltre aprire un nuovo blog (per il corso di Technical Writing che sto frequentando al Poli), e ho colto l’occasione per riaprire le danze anche sul mio “primogenito”.

Durante la mia assenza sono successe molte cose, troppe considerazioni perdute e troppe notizie da recuperare: impossibile commentarle tutte; meglio lasciare al passato ciò che è successo (e che è stato già abbondantemente e egregiamente commentato da altri) e guardare il futuro.

AGGIORNAMENTO: lo sapevo! Mai cantare vittoria troppo presto…non mi funzionano più i widget! Appena ho tempo cercherò di sistemare, nel frattempo vedrò di accontentarmi così come sono adesso