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Alternativa open source a Google Analytics: Piwik

Oggi, cercando un modo gratuito per sostuire Google Analytics, mi sono imbattuto in Piwik, un ottimo progetto Open Source che ha come obbiettivo la creazione di una piattaforma di statistiche per siti web in grado di soppiantare il famoso servizio offerto da Google. E’ disponibile un demo qui.

La principale differenza con Analytics risiede nel fatto Piwik deve essere installato sul server dell’utente (quindi tutti i dati sono salvati su un database privato), mentre il primo è un servizio offerto da Google e tutti i dati sono quindi ospitati sui server del celebre motore di ricerca.

L’installazione fila liscia come l’olio e l’interfaccia è estremamente curata. L’home page è molto simile a iGoogle: può essere infatti configurata a discrezione dell’utente, il quale può aggiungere, eliminare o trascinare i diversi widget (ovvero dei grafici che rappresentano le statistiche del sito in esame).
Le statistiche sono estremamente complete e raccolgono informazioni su tutti i dettagli più importanti (visite uniche, hits, tempo trascorso sul sito, referral, parole chiave dei motori di ricerca, sistemi operativi, browser, lingue, provenienza, ecc). I report possono essere visualizzati sul giorno, sulla settimana, sul mese o sull’intero anno. E’ importante osservare come una stessa installazione può essere utilizzata per l’analisi del traffico di diversi siti internet e che tutto può essere configurato per l’accesso di diversi utenti.

Ecco come installare facilmente Piwik sul vostro server:

  1. Scaricate lo zip dal sito ufficiale.
  2. Estraetelo e caricate la cartella piwik sul vostro server con un programma FTP.
  3. Dirigetevi con il browser sulla cartella di piwik (ad esempio http://www.miosito.it/piwik).
  4. Se visualizzate una schermata di errore di questo tipo:
    non preoccupatevi, dovete semplicemente collegarvi al vostro server FTP e creare le tre cartelle “tmp”, “templates_c” e “cache” (le ultime due dentro alla prima) e impostare i permessi a 777 (lettura, scrittura ed esecuzione per tutti).

  5. Aggiornate la pagina e vi ritroverete nella pagina di benvenuto. Clikkate su next per procedere alla pagina di controllo dei prerequisiti. Se per caso non passate i test cercate di procurarvi tutto ciò di cui c’è bisogno (php 5.1.3 e l’estensione php-pdo). Se vi da degli errori relativi ai permessi di alcune cartelle risolveteli con il client ftp.

    La libreria php5-gd non è fondamentale, ma serve per la generazione di alcuni grafici: se avete accesso ssh al vostro host vi consiglio di installarla. Per fare ciò sui sistemi operativi basati su debian: “apt-get install php5-gd”.
  6. Procedete e troverete il form per impostare il database mysql:
    Inserite i dati del vostro server (prima dovrete ovviamente creare un database da assegnare a piwik). Il prefisso lasciatelo pure con il valore di default.
  7. La prossima schermata vi permetterà di creare l’account dell’admin di Pwik: scegliete una password e procedete.
  8. La piattaforma è ora installata. L’ultimo passo consiste nel assegnare un sito del quale raccogliere le statistiche. Inserite quindi il nome e l’url del sito.
  9. Copiate il codice che vi si presenta e inseritelo in tutte le pagine del sito che volete monitorare, subito prima della chiusura del tag di chiusura </body>.
    Nel caso di wordpress è sufficiente andare in Design >> Editor temi >> footer.php e incollare il codice subito prima del tag </body>.
  10. Voila: Piwik è installato e pronto per essere usato.
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2 Responses to “Alternativa open source a Google Analytics: Piwik”

  1. Regalo account per Piwik sul mio server | Ben Detto! Says:

    [...] di regalare qualche account di statistiche per il proprio sito internet sulla mia installazione di Piwik, nel caso qualcuno volesse provarlo senza installarlo sul proprio [...]

  2. Adright: finalmente un’alternativa italiana a Google Adsense | Ben Detto! Says:

    [...] che in questo ultimo periodo stia sempre cercando alternative ai servizi di Google: prima ho sostituito Analytics con Piwik, ora ho deciso di abbandonare Adsense e provare Adright (avrete probabilmente già notato il banner [...]

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