Archive for the ‘Cultura’ Category

Luca De Biase su Beppe Grillo e il V-Day

Non ho ancora scritto su questo blog del V-Day, giornata di vera democrazia diretta che ho molto apprezzato.

Voglio però segnalarvi il seguente articolo di Luca De Biase, che secondo me ha espresso uno dei commenti più completi e onesti che si potessero fare di questa giornata di mobilitazione.

LINK ALL’ARTICOLO

Il “Progetto Eulero”: quando le parole crociate vengono a noia!

Project Euler Logo

Ultimamente mi sto nerdizzando…sarà perchè mi sono fissato di imparare il Python , ho voglia di programmare!

Per fortuna ho scoperto un bel sito, che per me sta diventando una specie di droga: Project Euler. Si tratta di un sito fatto per chi, stanco delle parole crociate, del sudoku, e dei soliti quiz della Settimana Enigmistica, vuole cimentarsi con problemi di logica matematica e programmazione.Sono più di 150 gli esercizi proposti dal Progetto Eulero: problemi di matematica da risolvere con stile attraverso un qualsiasi linguaggio di programmazione (io ho usato sia Matlab che Python…).

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La lunga coda delle stampanti tridimensionali

La coda lunga

Quali innovazioni porterà lo sviluppo esponenziale delle tecnologie? Come cambierà la nostra vita in un futuro neanche troppo remoto? Come cambieranno i sistemi e i valori economici?

In questi giorni sto leggendo “La Coda Lunga” (”The Long Tail”), l’illuminante e profetico libro di Chris Anderson (il direttore della famosa rivista Wired).

Per chi non conoscesse la teoria della lunga coda la riassumo brevemente: secondo Anderson nel prossimo futuro (e anche in parte già nel presente) conteranno sempre meno i cosiddetti hit (ovvero i prodotti mainstream in qualsiasi campo dell’industria: musica, libri, cinema, ecc), mentre acquisterà sempre maggior valore la coda lunga, cioè l’insieme di quei prodotti fin’ora considerati secondari, quelli che non vendono molto, ma che sono presenti in enormi quantità (questi ultimi sono senza dubbio più numerosi degli hit).

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Google ci sta rendendo tutti più stupidi?

La ricerca online ci sta facendo diventare più stupidi?

Mi ha colpito recentemente un articolo su Mashable nel quale viene espressa un’interessante riflessione: Google ci sta rendendo tutti un poì più stupidi. Secondo l’autore dell’articolo, grazie alla facilità con la quale è possibile reperire le informazioni al giorno d’oggi, stiamo via via smettendo di memorizzare informazioni basando sempre di piu’ il nostro sapere sul facile ritrovamento online.

Quante volte ci siamo ritrovati a eseguire una ricerca su Google per ritrovare un sito in cui eravamo capitati magari qualche giorno prima? Facendo così abbiamo deciso implicitamente di ricordare le parole chiavi da inserire nel motore di ricerca al posto dell’indirizzo del sito vero e proprio. E così sta avvenendo per molte cose un tempo fatte a mano, ora rese inutili da memorizzare grazie a Google: dalla conversione tra unità di misura, valute o fasce orarie a semplici calcoli matematici.

Abbiamo disimparato come imparare, ma abbiamo imparato a cercare. Ci abbiamo perso? Ci abbiamo guadagnato?

Sempre di più si delinea all’orizzonte la figura del tuttologo, inteso non come colui che sa le cose, ma colui che sa come e dove trovare velocemente ciò che gli interessa. A differenza di quanto afferma l’autore dell’articolo, secondo me il web non ci sta rendendo più stupidi, ci sta però facendo dipendere troppo dall’esterno. E se un giorno Wikipedia andasse offline? Oppure quante pagine web si perdono quotidianamente nei meandri dei motori di ricerca?

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Il web design e l’ambientalismo

Il logo di Blackle, una versione nera di Google

Lo sapevate che uno schermo di un pc abbisogna di circa 74 Watt per visualizzare una schermata bianca, mentre una schermata nera costa solo 59 Watt?

Questa notizia sta velocemente facendo il giro di internet, e alcuni si domandano se questa considerazione potrebbe portare alla creazione di nuovi standard per il web design. Oggi come oggi le pagine a sfondo bianco (o comunque a sfondo chiaro) solo la regola, la legge non scritta, applicata dalla maggior parte dei siti più famosi e visitati: Google su tutti, che ha fatto di chiarezza, pulizia e “biancore” le sue bandiere.

C’è però chi ha voluto fare un piccolo calcolo:

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Le grandi compagnie dei media saranno sconfitte da Internet?

Si è da poco concluso il “Web 2.0 Expo“,  importante fiera tecnologica durante la quale si è fatto il punto della situazione di come è oggi Internet , e di cosa diventerà nel futuro.

Tra gli articoli sull’Expo, mi ha colpito particolarmete uno di Information Week dal titolo “Le compagnie dei media confrontano la mortalità”: le conclusioni che vengono tratte sono riassumibili con la frase “forse i mass media sono stati solo un fenomeno temporaneo”.

Fondamentalmente viene fatto notare come il fenomeno dei mezzi di comunicazione di massa è sempre stato legato (o addirittura conseguenza) alla grande distribuzione organizzata e al controllo dell’attenzione del pubblico…

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L’ingordigia distruggerà le web radio?

Le grandi multinazionali della musica la stanno di nuovo facendo grossa. Questa volta tocca alle net radio come Pandora o Last.fm (ma anche molte altre grandi e piccole) subire un attacco frontale.

La situazione è questa: il 2 Marzo il CRB (Copyright Royalty Board) ha deciso di alzare i prezzi delle royalties che le radio online devono pagare di una cifra che va dal 300 al 1200 (!) % di quello che pagavano precedentemente: una mazzata di dimensioni pantagrueliche sul mondo della musica via streaming.

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Il partito liberale norvegese approva il file sharing

Grazie a Slashdot ho scoperto che per la prima volta un importante partito europeo (il partito liberale norvegese, detto anche Venstre) ha ufficialmente approvato all’unanimità la liberalizzazione del file sharing

Il simbolo di Venstre
(clikkate sull’immagine per la press release ufficiale)

Di seguito i dettagli…

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Quelle cose che non ti aspetti

Capita ogni tanto no? Può succedere di scoprire che quelle che credevi certezze, non sono realmente veritiere… è appunto quel che è successo a me in questo caso.

Fino ad oggi ero convinto che la maggioranza degli utenti di PC, o comunque di coloro che navigano su Internet, fosse costituita dalle persone di sesso maschile, mentre invece recenti sondaggi hanno dimostrato che, almeno negli USA, online le donne sono più numerose degli uomini. Che siano i social network ad attirare il gentil sesso? Possibile.

Le donne su internet

Certo è che sempre di più le donne si stanno emancipando, rompendo stereotipi e i classici canoni che hanno fatto sempre considerato l’informatica un ‘attività prettamente maschile.

E l’Italia? Sarei curioso di trovare statistiche anche per il nostro Bel Paese…se sapete dove procurarle, contattatemi!

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