Archive for the ‘Industria’ Category

Alternativa open source a Google Analytics: Piwik

Oggi, cercando un modo gratuito per sostuire Google Analytics, mi sono imbattuto in Piwik, un ottimo progetto Open Source che ha come obbiettivo la creazione di una piattaforma di statistiche per siti web in grado di soppiantare il famoso servizio offerto da Google. E’ disponibile un demo qui.

La principale differenza con Analytics risiede nel fatto Piwik deve essere installato sul server dell’utente (quindi tutti i dati sono salvati su un database privato), mentre il primo è un servizio offerto da Google e tutti i dati sono quindi ospitati sui server del celebre motore di ricerca.

L’installazione fila liscia come l’olio e l’interfaccia è estremamente curata. L’home page è molto simile a iGoogle: può essere infatti configurata a discrezione dell’utente, il quale può aggiungere, eliminare o trascinare i diversi widget (ovvero dei grafici che rappresentano le statistiche del sito in esame).
Le statistiche sono estremamente complete e raccolgono informazioni su tutti i dettagli più importanti (visite uniche, hits, tempo trascorso sul sito, referral, parole chiave dei motori di ricerca, sistemi operativi, browser, lingue, provenienza, ecc). I report possono essere visualizzati sul giorno, sulla settimana, sul mese o sull’intero anno. E’ importante osservare come una stessa installazione può essere utilizzata per l’analisi del traffico di diversi siti internet e che tutto può essere configurato per l’accesso di diversi utenti.

Ecco come installare facilmente Piwik sul vostro server:

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I Nine Inch Nails rilasciano (parte) del loro ultimo album gratuitamente

Sembra fatto apposta: ho appena pubblicato un post sull’economia del “gratis”, che i NiN rilasciano sotto licenza creative commons il primo dei quattro cd del loro ultimo lavoro “Ghosts”.In questo modo seguono la strada già battuta dai Radiohead: rilasciare la propria musica online, senza passare attraverso un’etichetta discografica. L’offerta però è diversa da quella di “In Rainbows”: se nel primo caso era il cliente a poter scegliere qualsiasi prezzo, qui sono presenti diversi “tagli”, con diversi vantaggi e contenuti:

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Gratis, il business del futuro

Da qualche anno a questa parte si diceva che l’intero mondo di servizi online sarebbe presto migrato da un modello gratuito (free) ad un modello a pagamento (fee). A giudicare dagli innumerevoli successi di un’azienda chiamata Google, si può però notare come il modello free sia ancora ben lontano dall’essere sorpassato, ma che piuttosto stia per vivere una seconda giovinezza.A questa conclusione è giunto anche Chris Anderson (autore della teoria della lunga coda). Il suo prossimo libro, in uscita nel 2009, si chiamerà “Free” e, come si può capire, tratterà i possibili modelli di business che permettono dei ricavi nonostante la gratuità dei prodotti forniti.

Come era già successo per la lunga coda, Wired (la nota rivista di cui Anderson è Chief Editor) ha dedicato un lungo ed interessante approfondimento a questa teoria.

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Il nuovo Last.fm

Una delle cose che più mi hanno colpito ed entusiasmato nel mio periodo di assenza dal blog è sicuramente il rinnovamento di Last.fm, che da semplice “radio” online è diventata un sito per la distribuzione di musica.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, può trovare la notizia qui.

Le novità sono molte: sarà possibile ascoltare interi album in streaming gratuitamente per un numero preciso di volte, e saranno disponibili degli abbonamenti per avere accesso allo streaming senza limiti. I gruppi saranno pagati per ogni brano ascoltato, grazie alla pubblicità.

Si tratta di un’ulteriore rivoluzione nel businness della musica online: i piccoli gruppi saranno sicuramente favoriti dall’iniziativa (sarà molto facile per loro farsi scoprire dal pubblico, grazie ai filtri e agli struementi messi a disposizione da last.fm), ma anche le grandi major hanno già siglato dei patti con il sito.

Promette bene, anche se non sono tutte rose e fiori: il servizio non è ancora disponibile al di fuori degli USA! Un vero peccato…l’idea di avere a disposizione in streaming online migliaia e migliaia di album mi interessa parecchio: le potenzialità maggiori le intravedo soprattuto unendo un servizio del genere ai nuovi dispositivi mobili, che offrono connettività ovunque 24h su 24 (come l’iPhone).

Microsoft brevetta una tecnologia per il watermarking degli mp3

Per watermarking si intende una specie di firma digitale, inserita all’interno del segnale audio. La sua funzione principale è quella di proteggere i brani dalla diffusione illegale, lasciando all’interno della traccia una firma riconoscibile. E’ una tecnologia che si pone come diretta concorrente del DRM (la cui utilità in questi ultimi tempi è sempre più messa in discussione).

I problemi fondamentali nello sviluppo di un watermarking digitale sono fondamentalmente due:

  • è necessario che questa “firma” sia assolutamente invisibile all’udito, in modo da non corrompere la qualità della traccia audio;
  • deve essere sicura, quindi non rimovibile o individuabile dall’utente: si deve quindi far sì che sia diffusa in tutta la traccia, e non solo in un punto determinato.

Secondo Microsoft, la sua nuova tecnologia è in grado di rispettare questi due requisiti; potrebbe quindi essere il sostituto del DRM, dal momento che sarà molto facile identificare l’acquirente originario di una traccia acquistata e distribuita illegalmente.

[Via InfoWorld]

Il Wi-Fi municipale rappresenta veramente il futuro della connettività?

Municipal WiFi

L’anno scorso, se mi si chiedeva quale potesse essere il futuro dell’accesso ad Internet, avrei senza dubbio iniziato a parlare per una buona mezz’ora dei pregi delle reti wireless municipali. In effetti si tratta di una bellissima prospettiva: accesso ad Internet libero per tutti, gratuito, in qualsiasi punto della città, tramite un qualsiasi apparecchio (un cellulare, un pda, un umpc, un portatile, …). Sarebbe stato il paradiso del voip e delle chiamate gratuite, dei servizi web-oriented (immaginate la possibilità di avere con voi dappertutto il vostro account di Mp3Tunes) dei blog e della comunicazione in generale. Tutto questo era anche ispirato dalle notizie che venivano dall’America: nel 2004 i sindaci di Philadelphia e San Francisco avevano svelato i loro piani di creare una rete wireless gratuita per tutti i residenti.Purtroppo queste utopie si sono scontrate con la dura realtà e stanno dimostrando quanto sia ancora difficile fornire un servizio wireless di questo tipo: la realtà, come al solito, è rappresentata soprattutto dai soldi.

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Sondaggio: arriverà prima o poi un GPhone?

Ho deciso di aprire un sondaggio su un argomento che viene periodicamente a galla: Google rilascerà prima o poi un GPhone?
Secondo un recente articolo del “The Economist”, è assai improbabile che Google si dedichi all’hardware, preferendo a questo i servizi. Inoltre con una mossa simile andrebbe contro i suoi partner (chi ha detto Apple?)

E secondo voi?

La Apple si scusa con gli acquirenti di iPhone. E fa loro un regalo

iPhoneStanno facendo ormai il giro della rete le novità annunciate ieri da Steve Jobs (CEO della Apple, per chi ancora non lo sapesse) durante il suo Keynote. Ovviamente l’annuncio che ha fatto più notizia è stato l’aggiornamento e il rinnovo della linea iPod della famosa casa di Cupertino (per saperne di più vi consiglio di farvi un giro su MelaBlog); in effetti l’introduzione degli iPod Classic da 160 Gb, dell’iPod Touch (del tutto simile all’iPhone, se non si vuole telefonare) darà pane nei mesi a venire per i denti di tutti i tecnofili (o tecnofagi), compreso me.

Non è passato indifferente però (e ci mancherebbe altro!) l’annuncio del taglio di prezzo all’iPhone: si tratta di un avvenimento piuttosto particolare, dal momento che un taglio di più del 33% del prezzo in poco più di 3 mese dal lancio non è cosa da poco (si è passati da 599$ a 399$ per il modello da 8 Gb). Tralasciamo le possibili motivazioni di tale taglio, per le quali vi rimando all’ottimo articolo su Melablog, piuttosto analizziamo le reazioni di chi l’iPhone, in quei tre mesi, se lo è comprato.

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Portabilità successiva per i numeri di telefono fissi

Portabilità successivaRiprendiamo questo blog dopo il torpore dei mesi estivi e iniziamo con una segnalazione che tanto bella non è: il buon Alberto ha scritto un interessante articolo su un problema della telefonia italiana che personalmente ignoravo; sto parlando della portabilità successiva dei numeri di telefono fissi.

Spiego in breve di cosa si tratta: quando si cambia gestore telefonico mobile ormai è giustamente data per scontata la portabilità del proprio numero di telefono…in questo modo è possibile di volta in volta scegliere le tariffe che si adattano meglio alle nostre esigenze senza perdere mai il nostro numero di telefono. Per i telefoni fissi funziona anche in questo modo, ma si può fare solo una volta, cioè nel passaggio dalla linea telecom ad un nuovo gestore, in quanto manca la portabilità successiva del proprio numero.

La portabilità successiva è uno dei nostri diritti (il suo obbligo da parte degli operatori telefonici è sancito da una delibera AgCom), facciamolo valere!

Per maggiori informazioni vi invito a leggere l’articolo su blog di Alberto.

Pubblicità di Red Hat, ottimo!

Volevo segnalare il seguente video, trovato grazie a PollyCoke:

Approfittatente anche per dare un’occhiata al nuovo player di Youtube, carino no?