Archive for the ‘Internet’ Category

Aviary: suite di applicazioni online per la creazione di contenuti (5 inviti disponibili!)

Il mercato delle RIA (Rich Internet Applications) è in forte espansione, ma fino ad ora sono poche le applicazioni che riescono ad avvicinarsi come utilità, completezza e velocità a software desktop. Tra queste sicuramente bisogna citare Aviary: una ricchissima suite di programmi (ben 18!) in flash fruibili dal browser o dal desktop grazie ad Adobe Air che si rivolgono ai creativi. I tool messi a disposizione sono: (more…)

Gratis, il business del futuro

Da qualche anno a questa parte si diceva che l’intero mondo di servizi online sarebbe presto migrato da un modello gratuito (free) ad un modello a pagamento (fee). A giudicare dagli innumerevoli successi di un’azienda chiamata Google, si può però notare come il modello free sia ancora ben lontano dall’essere sorpassato, ma che piuttosto stia per vivere una seconda giovinezza.A questa conclusione è giunto anche Chris Anderson (autore della teoria della lunga coda). Il suo prossimo libro, in uscita nel 2009, si chiamerà “Free” e, come si può capire, tratterà i possibili modelli di business che permettono dei ricavi nonostante la gratuità dei prodotti forniti.

Come era già successo per la lunga coda, Wired (la nota rivista di cui Anderson è Chief Editor) ha dedicato un lungo ed interessante approfondimento a questa teoria.

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Il nuovo Last.fm

Una delle cose che più mi hanno colpito ed entusiasmato nel mio periodo di assenza dal blog è sicuramente il rinnovamento di Last.fm, che da semplice “radio” online è diventata un sito per la distribuzione di musica.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, può trovare la notizia qui.

Le novità sono molte: sarà possibile ascoltare interi album in streaming gratuitamente per un numero preciso di volte, e saranno disponibili degli abbonamenti per avere accesso allo streaming senza limiti. I gruppi saranno pagati per ogni brano ascoltato, grazie alla pubblicità.

Si tratta di un’ulteriore rivoluzione nel businness della musica online: i piccoli gruppi saranno sicuramente favoriti dall’iniziativa (sarà molto facile per loro farsi scoprire dal pubblico, grazie ai filtri e agli struementi messi a disposizione da last.fm), ma anche le grandi major hanno già siglato dei patti con il sito.

Promette bene, anche se non sono tutte rose e fiori: il servizio non è ancora disponibile al di fuori degli USA! Un vero peccato…l’idea di avere a disposizione in streaming online migliaia e migliaia di album mi interessa parecchio: le potenzialità maggiori le intravedo soprattuto unendo un servizio del genere ai nuovi dispositivi mobili, che offrono connettività ovunque 24h su 24 (come l’iPhone).

Frattini: ma sei impazzito?

Franco FrattiniCapisco il clima di “lotta al terrorismo” di questi ultimi anni (tra l’altro oggi è anche l’anniversario dell’11 Settembre), ma certe dichiarazioni a volte mi fanno proprio rabbrividire.

Il nostro caro Franco Frattini (commissario europeo per la giustizia e la sicurezza) ha proposto, con particolare arguzia devo dire, di censurare preventivamente le ricerche online di parole come “bomba, uccidere, genocidio o terrorismo”.

In questo modo sicuramente i terroristi non saranno più in grado di costruire una bomba (non trovando più le istruzioni su Google, come faranno?), o non riusciranno più a pianificare attacchi terroristici: è certamente un intervento utile quello dell’esimio Frattini.

Franklin diceva “chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita nè la libertà, nè la sicurezza”; penso che abbia ragione.

Dobbiamo stare attenti: la Cina non è poi così lontana come  sembra…

[Via Reuters Italia]

Il Wi-Fi municipale rappresenta veramente il futuro della connettività?

Municipal WiFi

L’anno scorso, se mi si chiedeva quale potesse essere il futuro dell’accesso ad Internet, avrei senza dubbio iniziato a parlare per una buona mezz’ora dei pregi delle reti wireless municipali. In effetti si tratta di una bellissima prospettiva: accesso ad Internet libero per tutti, gratuito, in qualsiasi punto della città, tramite un qualsiasi apparecchio (un cellulare, un pda, un umpc, un portatile, …). Sarebbe stato il paradiso del voip e delle chiamate gratuite, dei servizi web-oriented (immaginate la possibilità di avere con voi dappertutto il vostro account di Mp3Tunes) dei blog e della comunicazione in generale. Tutto questo era anche ispirato dalle notizie che venivano dall’America: nel 2004 i sindaci di Philadelphia e San Francisco avevano svelato i loro piani di creare una rete wireless gratuita per tutti i residenti.Purtroppo queste utopie si sono scontrate con la dura realtà e stanno dimostrando quanto sia ancora difficile fornire un servizio wireless di questo tipo: la realtà, come al solito, è rappresentata soprattutto dai soldi.

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Subvert & Profit: un nuovo servizio che vende letteralmente i voti su Digg

Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo.

Solo poco tempo fa festeggiavamo Digg come strumento veramente libero di informazione dal basso, creato dalla gente.

Era troppo bello per durare: è nata Subvert and Profit, una società che si fa pagare in cambio di voti positivi su Digg; sembra che al suo servizio ci sia un’armata di più di 500 utenti di Digg (in continua crescita), pronti a clikkare su qualsiasi notizia che li paghi abbastanza.

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50 Matches: il motore di ricerca dei social website

50 Matches è un nuovo motore di ricerca, basato sull’idea che i contenuti segnalati dagli utenti sono migliori da quelli trovati da un bot automatico.

I risultati delle sue ricerche comprendono infatti solo i primi 50 siti linkati dai maggiori social website (Digg, Reddit e Delicious) che rispondono alle parole chiave inserite dall’utente.

Secondo Read/Write web, che ha messo a confronto varie ricerche fatte con Google e con 50 Matches, il sistema non è efficace come il motore di ricerca classico.

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Avanoo: la saggezza delle comunità

Oggi voglio parlarvi di un nuovo servizio online chiamato Avanoo.

Si tratta di un sito in stile Web2.0 (tanto Ajax e grafica pulita), che si pone un obiettivo innovativo: secondo il fondatore del sito “La saggezza delle folle (quella usata da siti come Digg n.d.r.) fallisce perchè la folla non ha prospettiva, la saggezza degli esperti fallisce perchè l’esperto non condivide la tua prospettiva”; qui entra il gioco quella che loro chiamano saggezza della comunità (The Wisdom of Communities).

Cosa si intende con questa espressione? Avanoo intende costruire una vera e proprià comunità, più legata di quella di Digg, con maggiori informazioni a disposizione sui propri utenti. In questo modo si può dare una prospettiva alla folla, una lente attraverso la quale si possono “filtrare” i risultati.

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Google ci sta rendendo tutti più stupidi?

La ricerca online ci sta facendo diventare più stupidi?

Mi ha colpito recentemente un articolo su Mashable nel quale viene espressa un’interessante riflessione: Google ci sta rendendo tutti un poì più stupidi. Secondo l’autore dell’articolo, grazie alla facilità con la quale è possibile reperire le informazioni al giorno d’oggi, stiamo via via smettendo di memorizzare informazioni basando sempre di piu’ il nostro sapere sul facile ritrovamento online.

Quante volte ci siamo ritrovati a eseguire una ricerca su Google per ritrovare un sito in cui eravamo capitati magari qualche giorno prima? Facendo così abbiamo deciso implicitamente di ricordare le parole chiavi da inserire nel motore di ricerca al posto dell’indirizzo del sito vero e proprio. E così sta avvenendo per molte cose un tempo fatte a mano, ora rese inutili da memorizzare grazie a Google: dalla conversione tra unità di misura, valute o fasce orarie a semplici calcoli matematici.

Abbiamo disimparato come imparare, ma abbiamo imparato a cercare. Ci abbiamo perso? Ci abbiamo guadagnato?

Sempre di più si delinea all’orizzonte la figura del tuttologo, inteso non come colui che sa le cose, ma colui che sa come e dove trovare velocemente ciò che gli interessa. A differenza di quanto afferma l’autore dell’articolo, secondo me il web non ci sta rendendo più stupidi, ci sta però facendo dipendere troppo dall’esterno. E se un giorno Wikipedia andasse offline? Oppure quante pagine web si perdono quotidianamente nei meandri dei motori di ricerca?

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Il web design e l’ambientalismo

Il logo di Blackle, una versione nera di Google

Lo sapevate che uno schermo di un pc abbisogna di circa 74 Watt per visualizzare una schermata bianca, mentre una schermata nera costa solo 59 Watt?

Questa notizia sta velocemente facendo il giro di internet, e alcuni si domandano se questa considerazione potrebbe portare alla creazione di nuovi standard per il web design. Oggi come oggi le pagine a sfondo bianco (o comunque a sfondo chiaro) solo la regola, la legge non scritta, applicata dalla maggior parte dei siti più famosi e visitati: Google su tutti, che ha fatto di chiarezza, pulizia e “biancore” le sue bandiere.

C’è però chi ha voluto fare un piccolo calcolo:

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