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Manifestazione virtuale per diritti reali

L’organizzazione francese “Reporters sans frontieres” ha indetto la prima “Giornata mondiale della libertà d’espressione” (tenutasi ieri), iniziando una protesta virtuale contro la censura della rete.

Qui potete trovare il sito della protesta: si tratta di un mappamondo, dove vengono evidenziati i paesi che attuano un qualche tipo di censura della rete o una limitazione della libertà di espressione. Per ognuno di questi, è possibile aderire alla protesta inserendo il proprio nome e scegliendo uno slogan. I firmatari sono già svariate migliaia, aderite anche voi!

[Fonte: news.com ]

La neutralità della rete: un diritto da difendere

La rete è sempre stata neutrale  chiunque può scrivere un programma che sfrutti una connessione ad internet, e sfruttare l’infrastruttura offerta dai providers per far si che questo programma funzioni. E’ sufficiente avere un accesso a Internet.

Fino ad ora ha funzionato in questo modo, ed è stato uno dei motivi principali dell’enorme sviluppo che la madre di tutte le reti ha avuto: i provider non hanno mai guardato all’interno dei pacchetti inviati, e li hanno sempre trattati tutti allo stesso modo. E’ questo ciò che si intende per neutralità della rete, ed è questo un diritto che ogni cittadino digitale deve difendere.

In questi ultimi anni molte grosse aziende si sono scontrate con il principio di neutralità: tra queste spiccano i grossi provider americani (ma anche gli italiani non scherzano) come AT&T, Verizon, Comcast e altri. Un esempio è costituito dall’adozione sempre maggiore dei filtri sul p2p: con la scusa che questo tipo di traffico consumi risorse preziose, molti isp hanno inserito dei filtri nei loro router con l’obiettivo di limitare l’uso di questo tipo di protocolli. E cosi’ molti servizi diventano inutilizzabili: il voice over ip (skype), le web-tv (joost e bublegum) e tutte le applicazioni che sfruttano questo tipo di tecnologia, che è un po’ il simbolo stesso della democraticità della rete.

Un futuro dove chi paga di più ha diritto ad una corsia preferenziale, e chi non paga viene addirittura bloccato dai provider, è distopico: l’innovazione e la creatività si fermerebbero, dal momento che la rete sarebbe in mano ai quelle poche grandi compagnie. I provider potrebbero decidere quali siti e servizi potremmo utilizzare, si dovrebbe rinunciare ai blog e a tutti quei siti creati dai non professionisti del settore.

Un futuro del genere si sta già delineando in America: è infatti in fase di discussione una riforma alla legge sulle telecomunicazioni che introdurrebbe una versione di Internet a 2 velocità.

La neutralità della rete costituisce oggi un’importante battaglia: dobbiamo far sapere ai nostri politici (che probabilmente non riescono nemmeno a capire queste tematiche) che essa deve essere difesa a tutti i costi.

Vi lascio con un bel video:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=cWt0XUocViE]

Manifesto programmatico

Diritti digitaliQuesto blog sarà il contenitore di approfondimenti, pensieri e riflessioni su alcuni dei temi più caldi e dibattuti di questi ultimi anni: quelli relativi ai diritti digitali. Con questa definizione intendo l’insieme delle questioni e dei dibattiti che riguardano la necessaria evoluzione del diritto in materia di comunicazione e industria culturale, di fronte alle sfide proposte dal nuovo paradigma dell’informazionalismo che caratterizza le società dei paesi economicamente più avazati.

Tratterò quindi argomenti quali il Digital Rights Management (DRM), copyright e copyleft, brevetti, open source e neutralità della rete.

L’obiettivo che mi pongo è fondamentalmente di tipo divulgativo: mentre in America sempre di più questi argomenti sono all’ordine del giorno nell’agenda politica (basta vedere alcuni temi trattati dalla campagna elettorale attualmente in corso), in Italia essi sono troppo spesso ignorati, complici una classe politica anziana e disinteressata, non in grado di coglierne l’importanza, e un panorama dell’informazione pubblica ancora largamente dominato dalla televisione.

Sono convinto che solo attraverso la discussione si possa portare avanti un discorso così complesso; per questo motivo invito chiunque legga i miei post a lasciare un commento con opinioni, critiche, puntualizzazioni, correzioni e, perché no, anche complimenti.