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Il traffico italiano verso The Pirate Bay è aumentato grazie al blocco

Questa è bella: paradossalmente, grazie al blocco del famoso tracker torrent “The Pirate Bay” (egregiamente coperto e discusso da Alberto) da parte della magistratura, il traffico generato dall’utenza italiana è aumentato esponenzialmente. Così almeno riferisce TorrentFreak, dove si dice che i pirati svedesi hanno guadagnato ben 10 posizioni su Alexa in Italia da quando il blocco è stato effettuato. (more…)

Condividere file online equivale a distribuirli?

Vi segnalo un interessantissimo articolo di Punto Informatico che dimostra come l’interpretazione di una singola parola di una legge può essere addirittura decisiva per le sorti di un processo.

La vicenda di Denise Barker, una donna newyorkese, verte infatti attorno all’interpretazione della parola “distribuzione”: condividere file equivale a distribuire quei contenuti?

L’accusa nei confronti di Denise infatti è quella di aver distribuito su Internet “ben” 611 file, che erano stati posti in una cartella condivisa del software kazaa. Per l’accusa questo fatto basta a dimostrarne la distribuzione, ma numerose corti statunitensi hanno stabilito che equiparare la messa a disposizione con la distribuzione possa snaturare la legge sul copyright.

Per vedere come sta andando avanti la vicenda vi invito a leggere l’articolo su Punto Informatico.

La demonizzazione della pirateria si ritorcerà contro le major?

Sony BMG è stata scoperta con le mani nel sacco: risulta infatti da un inchiesta della BSA (la Businness Software Alliance) che fino al 47% del software presente negli uffici della grande major potrebbe essere piratato.

Si tratta di un bel colpo per chi in questi ultimi anni ha fatto della lotta alla pirateria uno dei suoi obiettivi principali. Si tratta del secondo caso di questo tipo: tempo fa anche la MPAA (l’equivalente della SIAE americana) era stata scoperta ad utilizzare software e a distribuire copie di un film senza averne l’autorizzazione.

[Fonte ZeroPaid.com]