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Conversazione con Chris Anderson sulla Long Tail

Vi segnalo questa interessante intervista a Chris Anderson (Chief Editor di Wired, nonchè autore della famosa teoria della Long Tail). Se capite un po’ l’inglese vi consiglio di guardarla, vi introdurrà ai concetti della coda lunga e ai modi di applicarli.

Il trailer italiano di Wall-E…

…è uno dei peggiori trailer che abbia mai visto!

Ma come si fa a doppiare un trailer con una voce così didascalica e antipatica?

Una violazione di copyright che sfiora il ridicolo

Su TechCrunch ho trovato una notizia che ha del ridicolo: come sempre più spesso succede una casa discografica (in questo caso la Scorpio Music) ha mandato una lettera di violazione di copyright a Yahoo, relativa ad il seguente video creato da un utente e uploadato sul servizio Yahoo Video:

La notifica di violazione riguarda la canzone “YMCA” dei Village People. La cosa ridicola è che la canzone non c’è nel video, ma intorno al minuto 1:30 il personaggio ne canta un paio di versi.

Yahoo, probabilmente senza neanche controllare il contenuto effettivo del video, non ha esitato a rimuovere il video e a inviare a sua volta una email al povero utente, minacciandolo di escluderlo non solo dal servizio video, ma da tutti i servizi offerti da yahoo (come flickr, mail, e molti altri): un danno non da poco per chi li utilizza quotidianamente.

Casi come questi evidenziano come sempre di più si sta snaturando il senso e lo scopo delle leggi sul diritto d’autore: ormai non sono più un modo per incentivare la produzione di opere creative e di cultura, ma sono mezzi di oppressione dei poveri utenti, tenuti in pugno da poche major. C’è qualcosa che non va.

Larry Lessig: come la creatività è strangolata dalla legge

Vi consiglio il video di una conferenza tenuta l’anno scorso da Lawrence Lessig (il fondatore di Creative Commons) al TED. Si tratta di un’interessantissima presentazione sul perchè le attuali leggi sul copyright, al posto di stimolare la creatività, la stanno strangolando.

Se masticate un po’ di inglese dovete assolutamente vederlo (anche solo per la tecnica utilizzata nella presentazione).

[vodpod id=ExternalVideo.483258&w=425&h=350&fv=bgColor%3DFFFFFF%26file%3Dhttp%3A%2F%2Fstatic.videoegg.com%2Fted%2Fmovies%2FLARRYLESSIG-2007_high.flv%26autoPlay%3Dfalse%26fullscreenURL%3Dhttp%3A%2F%2Fstatic.videoegg.com%2Fted%2Fflash%2Ffullscreen.html%26forcePlay%3Dfalse%26logo%3D%26allowFullscreen%3Dtrue] from www.ted.com posted with vodpod

DRM: cos’è?

L’acronimo DRM sta per Digital Rights Management (gestione dei diritti digitali), ma in molti preferiscono dargli il significato di Digital Restrictions Management (gestione delle restrizioni digitali). Di cosa stiamo parlando? Si tratta di un insieme di tecnologie più o meno diffuse che hanno lo scopo di controllare l’accesso degli utenti ai contenuti multimediali (audio, video, ebooks o software) da essi regolarmente comprati.

Sono quindi misure per combattere la pirateria e per meglio controllare il mercato. Un esempio è il negozio di musica iTunes: vi sono dei limiti ben precisi sul numero di computer sui quali è possibile riprodurre i brani comprati, sul numero di volte che essi possono essere masterizzati e da quali lettori musicali possono essere riprodotti.

La conseguenza più diretta dell’introduzione di tecnologie DRM è la limitazione della libertà degli acquirenti, come questo chiarissimo video dimostra:

[youtube=http://youtube.com/watch?v=ryXDhXqR-SE]

Fortunatamente sempre di più le major della musica si stanno rendendo conto che l’utilizzo di queste tecnologie non paga: sono facilmente aggirabili (anche se è proibito dalla legge) e sono viste in modo negativo dall’utenza. Per questi motivi stanno aprendo nuovi negozi online che offrono musica non protetta; ad esempio Amazon ha lanciato una sezione dedicata alla vendita di mp3 senza DRM (per ora disponibile solo in America).

E’ però troppo presto per dichiarare morti i DRM: sono ancora ampiamente utilizzati nella distribuzione di video e di ebooks (questa volta anche da Amazon, con il suo lettore di libri digitali Kindle).

Per saperne di più: http://www.defectivebydesign.org